Clima, da crisi a opportunità: Confindustria e Kyoto club per una politica industriale ad hoc

Una delle principali ong italiane attive nell’ambientalismo scientifico da una parte, la confederazione generale dell’industria italiana dall’altra: insieme per promuovere e accelerare l’evoluzione del tessuto produttivo italiano verso target più sostenibili. Nel convegno organizzato oggi a Roma da Kyoto Club e Confindustria c’è il segno dei tempi che stanno già cambiando, e si intravedono le possibilità di un mondo che già oggi esiste in Italia, ma che ha bisogno di un quadro istituzionale più coerente e ambizioso per sbocciare definitivamente.

«L’industria italiana considera ormai da molto tempo il tema della sostenibilità come una opportunità piuttosto che come un vincolo – commenta Gaetano Maccaferri, vicepresidente di Confindustria con delega all’ambiente e alla semplificazione – La percezione diffusa di una industria allergica alle regole ambientali e insensibile alla domanda crescente di sostenibilità non rappresenta, infatti la realtà di un sistema produttivo che ha investito e continua ad investire molto per garantire la compatibilità ambientale delle proprie produzioni e per sviluppare nuovi prodotti e tecnologie nei settori della green economy. Notiamo con piacere che non siamo più i soli a dirlo». Maccaferri ha ribadito l’impegno delle imprese italiane per lo sviluppo di tecnologie e processi sempre più sostenibili, sebbene si debba riconoscere come anche all’interno della stessa Confidustria vivano oggi molteplici anime: certo non guardano tutte con la stessa simpatia e lo stesso interesse alla rivoluzione dell’economia verde. Per questo è necessario che a cambiare siano le regole del gioco, e si rafforzi l’impegno dell’esecutivo Renzi – finora di retroguardia – nel promuovere la green economy: Maccaferri ha concluso auspicando che la stesura del Green act da parte del governo possa costituire il contributo reale dell’Italia alla Cop 21 di Parigi.

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