La denuncia degli ambientalisti: “Metà dei parchi nazionali è in condizione precaria”

Il Ministero dell’Ambiente deve agire subito per tutelare i parchi nazionali italiani la metà dei quali (12 su 24) si trova “in condizione precaria”. È la richiesta di nove associazioni ambientaliste che hanno scritto al ministro Galletti affermando che “c’è un deficit di governance nei parchi nazionali che deve vedere un’azione immediata” e chiedendo “che venga garantita la piena funzionalità degli enti parco e obiettivi comuni per lo svolgimento armonico e coordinato su tutto il territorio nazionale delle azioni a tutela della biodiversità“.

Gli ambientalisti richiedono sui parchi “un intervento deciso a cominciare dai tre più esposti del Mezzogiorno, ora commissariati, che costituiscono un presidio di legalità sul territorio (Vesuvio, Cilento e Sila), a cui si aggiungono ben nove parchi nazionali che non sono a regime (tre sono senza presidenti, sei senza consigli direttivi, cinque senza direttori), mentre per il parco storico dello Stelvio (istituito 80 anni fa) si è deciso di degradarlo e tripartirlo tra le Province autonome di Trento e Bolzano e la Regione Lombardia”.

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