Deforestazione: la Dichiarazione di New York vuole fermarla entro il 2030, ce la farà?

Il Climate Summit convocato dal segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon a New York è stata l’occasione per dare il via ad un’innovativa partnership pubblica-privata composta da multinazionali, governi, società civile e popolazioni indigene che si sono impegnati a ridurre a metà la deforestazione entro il 2020 e a bloccarla definitivamente entro il 2030, se lo faranno davvero questo taglierà tra 4,5 e 8,8 miliardi di tonnellate di CO2 all’anno, cioè le emissioni di carbonio prodotte da un miliardo di auto.

La New York Declaration on Forests approvata al Climate Summit è stata sottoscritta dai Pesi sviluppati e in via di sviluppo, compresi Usa, Ue e un gran numero di paesi che ospitano foreste tropicali, così come da multinazionali finanziarie, del cibo, della carta, finanza e da altre industrie, organizzazioni della società civile e delle popolazioni indigene da Perù a Nepal. L’Unep sottolinea che «Per la prima volta, 155 di questi leader mondiali hanno concordato una data per porre fine alla deforestazione e sulla necessità di incentivi economici su larga scala per i Paesi che riducono la perdita delle loro foreste. La deforestazione è una fonte spesso trascurata delle emissioni di anidride carbonica ed un contributo significativo al cambiamento climatico, dato che gli alberi, che immagazzinano carbonio, lo rilasciano  quando vengono bruciati durante lo “slash-and-burn land clearing” delle foreste».

Leggi l’articolo completo su greenreport.it