Clima, il mondo a consulto. Ma i leader di Cina e India non ci sono

Si è aperto a New York il vertice Onu dei capi di stato e di governo sui cambiamenti climatici. Renzi:  “Accordo Parigi su clima sia vincolante, non c’è più tempo”. “Italia pronta a contributo significativo a fondo verde Onu”.

“Leader del mondo, io fingo per vivere, ma voi no. Ora tocca a voi, il momento per rispondere alla più grande sfida dell’umanità è ora. Il riscaldamento globale non è una fiction”. Ci voleva un attore come Leonardo Dicaprio per inserire, davanti a 120 capi di Stato e di governo arrivati per l’assemblea delle Nazioni Unite sul clima, un tocco di realismo nella telenovela della trattativa sul clima. A 24 anni dal solenne impegno preso all’Earth Summit di Rio de Janeiro per difendere l’atmosfera, le emissioni serra continuano a crescere, la concentrazione di CO2 sopra la nostra testa è a livelli da brivido, alluvioni e uragani lasciano segni sempre più profondi.

Sarà la volta in cui, tornando a casa, i capi di governo terranno fede alle promesse? Dopo la marcia che domenica scorsa ha visto scendere più di un milione di persone nelle strade di tutto il mondo (300 mila solo a New York) le probabilità sono cresciute. “Oggi siamo qui per fare la storia. Il costo umano e ambientale del cambiamento climatico sta diventando insopportabile”, ha dichiarato il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon. “Per questo chiedo a tutti i governi di impegnarsi per un accordo universale e significativo a Parigi nel 2015 e di fare la loro parte per tenere l’incremento della temperatura globale sotto i 2 gradi”. Certo, il quadro non è ancora compatto: l’assenza dei leader di Cina e India indica la principale difficoltà ancora da risolvere. Pechino chiede di contare l’inquinamento pro capite, scendendo così di molte posizioni nella classifica delle emissioni serra che la vede come il paese inquinatore numero 1. E l’India è insofferente rispetto ai vincoli internazionali sulla crescita. Eppure, soprattutto in Cina, l’attenzione all’inquinamento continua a crescere perché il prezzo pagato in termini di smog urbano e desertificazione avanzante è altissimo.

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