La Fao rivela i benefici socioeconomici delle foreste

Il settore forestale dà lavoro, a livello ufficiale, a oltre 13 milioni di persone, e ha un valore annuo di 600 miliardi di dollari, 150 dollari per ogni ettaro.

In tutto il mondo le foreste, gli alberi e i sistemi agroforestali svolgono un ruolo cruciale nel determinare le condizioni di vita delle popolazioni rurali, fornendo occupazione, energia, nutrimento e una vasta gamma di altri beni e servizi ecosistemici. A calcolarne il potenziale, fornendo una precisa fotografia dello stato dell’arte è il nuovo rapporto FAO, State of the World’s Forests presentato oggi in apertura del meeting COFO 22. L’evento, da oggi fino al 27, esaminerà lo stato delle foreste di tutto il mondo, concentrandosi sui loro benefici socioeconomici e le questioni connesse, compresi i redditi e l’occupazione. L’analisi si baserà su quanto evidenziato nella quarta edizione dello State of the World’s Forests.

Il rapporto parte dal profondo gap oggi esistente fra il potenziale delle foreste nel contribuire allo sviluppo sostenibile e all’economia più verde e le conoscenze di questo stesso potenziale. Una lacuna che, se colmata, potrebbe indirizzare le politiche su una migliore gestione forestale, garantendo così benefici ambientali e sociali. A livello globale, il settore forestale ufficiale comprende lo 0,4 per cento della forza lavoro, ovvero circa 13,2 milioni di persone, con un valore annuo di 600 miliardi di dollari (ben 150 dollari per ogni ettaro). Le aziende specializzate in prodotti di legno massiccio sono quelle impiegano più personale, in quanto hanno a loro disposizione oltre 5,5 milioni di persone, seguite da aziende produttrici di pasta di legno e della carta (4,3 milioni). L’occupazione informale nel settore spesso non viene catturata nelle statistiche nazionali, ma le stime presentate nel rapporto 2014 mostrano quanto questa voce sia significativa nelle regioni meno sviluppate.

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