Meno CO2, industrie più verdi, rinnovabili: la sfida dei nuovi “Obiettivi” Ue

di Andrea Orlando, Ministro dell’Ambiente

Domani la Commissione europea formulerà delle proposte destinate ad influenzare notevolmente lo scenario energetico ed economico del prossimo futuro. Parliamo degli obiettivi climatici al 2030 e dei possibili impegni (“targets”) per le fonti rinnovabili e l’efficienza energetica. Per capirci meglio, da domani si cominciano a discutere e negoziare le misure che nei prossimi mesi delineeranno le condizioni ambientali ed economiche in cui troveremo il nostro continente tra 15 anni.

Il primo terreno di dibattito riguarda l’entità delle riduzioni delle emissioni di anidride carbonica riconosciute come causa principale dell’alterazione del clima, un fenomeno allarmante che anche in Italia abbiamo purtroppo imparato a conoscere e che mette in gioco la sicurezza stessa del nostro territorio. La proposta di un taglio del 40% rispetto ai livelli del 1990, in pieno accordo con le indicazioni della comunità scientifica, ha una doppia valenza: accelerare il processo di decarbonizzazione già in atto in Europa e al tempo stesso lanciare un segnale
forte per le negoziazioni che dovranno portare il prossimo anno ad un accordo mondiale sul clima.

Per supportare questa posizione nei giorni scorsi ho firmato una lettera alla Commissione, insieme ai ministri dell’ambiente di Regno Unito, Francia e Germania (per quest’ultima, significativamente, si è associato anche Sigmar Gabriel, il ministro dell’economia e dell’energia). Alla lettera si sono aggiunti in un secondo momento anche Spagna e Olanda, dando vita così ad un gruppo che vede riunite in una posizione comune le sei maggiori economie dell’Unione Europea.

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